Venere cui Amore toglie una spina dal piede

Venere cui Amore toglie una spina dal piede
Autore: 

Pietro Tenerani (Torano di Carrara 1789 - Roma 1869)

Tipologia : 
Scultura
Anno: 
1848
Materia e tecnica: 
modello in gesso tratto dalla scultura in marmo (San Pietroburgo, Ermitage)
Dimensioni: 
h 104 cm
Inventario: 
MR 43336

Il modello è relativo al gruppo marmoreo Venere cui Amore toglie una spina dal piede commissionato a Pietro Tenerani nel 1818 dal principe Nicolaus Esterházy il quale, avendo ammirato nello studio di Thorvaldsen la Psiche abbandonata, chiese all’artista carrarese di creare un’opera, scegliendone il soggetto. Nella raffigurazione, Tenerani si cimenta con il tema mitologico della figura femminile giacente, di tradizione canoviana: Venere porge il piede, punto da una rosa, ad Amore affinché tolga la spina e nello stesso tempo ritrae la gamba a causa del dolore. L’allegoria sta dunque a indicare che le sofferenze d’amore trovano sollievo solo attraverso l’intervento dello stesso Cupido. L’opera in marmo a grandezza naturale, completata intorno al 1820, ebbe grande successo e venne replicata per importanti collezionisti internazionali.

Opere della sala

La sala

Piano II - Sala 11 "I volti e le Storie. Ritratto di governo" © Mimmo Frassineti

(sale 10 – 11 – 12 – 13 – 14 – 15)

La galleria di ritratti ospitata negli ambienti del cosiddetto appartamento Braschi, al secondo piano, racconta tante vicende individuali, tasselli di un grande puzzle sulla società romana tra Seicento e Ottocento, in cui agivano consuetudini e pregiudizi, passioni e sentimenti.

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