La festa in piazza

(sale 5 – 6 – 7)

Tra tutti i temi che descrivono l’immagine di Roma tra Sei e Ottocento, il più noto e certamente il più connaturato alla politica del consenso promossa dai Papi è quello della festa, in tutte le sue declinazioni.  Dalla cerimonia religiosa alle mascherate del Carnevale, dai tornei cavallereschi al gioco delle bocce, dalle entrate trionfali di illustri personaggi politici al saltarello ballato in piazza dalle contadine di ritorno dalla vendemmia.

Veduta su Piazza Navona © Mimmo Frassineti

Seguendo la tradizione classica dei trionfi degli imperatori, il “possesso papale” – cioè il corteo che accompagna il papa appena eletto dal Vaticano al Laterano – si snoda all’interno della città seguendo un itinerario preciso e ben studiato, che lambisce i luoghi più significativi della storia di Roma.

Ma ogni occasione è buona per fare festa e non occorrono palchi e teatri, perché è la città stessa a fornire quinte spettacolari e scenari di sicuro impatto emotivo. Basti pensare ai resti dell’antichità classica o ai monumenti della cristianità, con le piazze e gli obelischi a fare da proscenio.

Così Roma diviene quel “gran teatro del mondo” di cui narrano le fonti e che scopriamo nelle molte incisioni di corredo ai progetti di architetti, scenografi e letterati chiamati a inventare straordinari apparati effimeri di sicuro effetto e duratura memoria.

Felici soluzioni che molto spesso si trasformeranno in architetture stabili e durature, contribuendo non poco all’affermazione del gusto e della sensibilità del Barocco

Altare patrio in piazza San Pietro per la festa della Federazione
Dipinto

Felice Giani (San Sebastiano Curone 1758 – Roma 1823)

1798
Arco trionfale eretto a ponte Sant'Angelo per la festa della Federazione del 20 marzo 1798
Dipinto

Felice Giani (San Sebastiano Curone 1758 – Roma 1823)

1798
Giostra del Saracino a Piazza Navona nel Carnevale del 25 febbraio 1634
Dipinto

Andrea Sacchi (Nettuno 1599 – Roma 1661) Filippo Gagliardi (Roma 1606/1608 – 1659) Vincent Leckerbetien detto Manciola (Anversa 1600 circa – 1650)

1634-1644
Innocenzo X Pamphilj conferisce il cappello cardinalizio a Fabio Chigi
Dipinto

Pier Leone Ghezzi (Roma 1674 – 1755), attribuito

1724
Clemente XI Albani conferisce il cappello cardinalizio a Giulio Alberoni
Dipinto

Pier Leone Ghezzi (Roma 1674 – 1755), attribuito

1724
Ingresso a Roma da Porta del Popolo dell’ambasciatore veneto Nicolò Duodo
Dipinto

Artista attivo a Roma nella prima metà del XVIII secolo

post 1714
Arrivo al Quirinale dell’ambasciatore veneto Nicolò Duodo
Dipinto

Artista attivo a Roma nella prima metà del XVIII secolo

post 1714