Museo di Roma

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17/03 - 16/10/2011

Poesia della natura

Acquerelli di Onorato Carlandi dalle collezioni della Galleria Comunale d'Arte Moderna
Museo di Roma Palazzo Braschi, Sale del Piano Terra
Tipologia: Arte Contemporanea

Gli acquerelli della Gran Bretagna accanto alle vedute italiane di Roma e della sua campagna sono le due sezioni in cui si snoda la mostra, al Museo di Roma Palazzo Braschi dal 17 marzo al 16 ottobre 2011, con 54 opere (52 acquerelli, un dipinto e una scultura) provenienti dalle collezioni della Galleria Comunale d’Arte Moderna.

La composita e peculiare attività artistica di Onorato Carlandi si sviluppa nell’ambiente culturale romano a cavallo tra i secoli XIX e XX, un periodo storico di grande trasformazione della città non solo sul piano politico, ma anche urbanistico, sociale e culturale. In questo fervido clima, nella Roma ora Capitale del Regno d’Italia, Carlandi promuove il rinnovamento dell’arte come pittore e acquerellista ma anche nelle vesti di scenografo e illustratore, fondatore e promotore di nuove scuole e correnti artistiche

Gli acquerelli della Gran Bretagna accanto alle vedute italiane di Roma e della sua campagna sono le due sezioni in cui si snoda la mostra Poesia della natura. Acquerelli di Onorato Carlandi al Museo di Roma Palazzo Braschi dal 17 marzo al 16 ottobre 2011, con 54 opere (52 acquerelli, un dipinto e una scultura) provenienti dalle collezioni della Galleria Comunale d’Arte Moderna. L’esposizione, a cura di M. Elisa Tittoni, Maria Catalano e Cinzia Virno è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale con l’organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Dopo un inizio dedicato alla pittura di soggetto storico preunitario (La barca dei fratelli Cairoli 1869 -1870 e Ritorno da Mentana, 1872), dalla metà degli anni Settanta l’interesse di Carlandi si sposta verso l’ acquerello, tecnica che gli consente di esprimere pienamente un nuovo, forte interesse per il paesaggio ispirato alla diretta osservazione della natura. Questa passione lo porta a fondare nel 1875 l’Associazione degli acquerellisti con Roesler Franz, Pio Joris e Cesare Biseo, ma anche a trasferirsi per un lungo periodo nella patria dei maestri di questo genere, i pittori inglesi, alternando viaggi nella campagna britannica e soggiorni in Irlanda, Galles e Scozia tra il 1880 e il 1891. Ampia la presenza in mostra di questo periodo dell’artista con soggetti che illustrano soprattutto e in dettaglio paesaggi rurali (Fienile a Wingfield fine sec. XIX; Campi di fieno - Campsea Ash ,1880-1890) e più raramente architetture (Finestra di una vecchia abbazia, 1880-1890) villaggi (Bosham, 1898), la costa (Nel porto di Holyhead, 1907), paesaggi rupestri (Montagne, 1907), castelli (Wingfield Manor della fine sec. XIX) e abitanti delle campagne d’Inghilterra e Irlanda di fine secolo.

Dopo aver studiato ed essersi ampiamente ispirato agli artisti britannici, in particolare all’opera di Peter de Wint ( 1784 – 1849), nel 1891 Carlandi torna in patria, con un nuovo stile più romantico ed elegiaco che influenza le nuove opere. Dal secondo decennio del ‘900 le vedute di Roma e dell’ Agro Pontino si alternano sempre più spesso ai paesaggi inglesi fino a divenire suo esclusivo soggetto facendo di Carlandi uno dei principali “cantori” della campagna romana. Quest’ultimo periodo è presente in mostra con acquerelli che comprendono tutto il panorama dell’agro intorno alla Capitale e la città stessa con alcune delle sue più monumentali vedute, come Rovine di Roma (1920-1930), Arco di Settimio Severo e Colonna di Foca (1920-1930), Foro Romano (1900-1910). La campagna è presente con i paesaggi (Fiori nella campagna romana,1920-1930; Il Tevere in piena 1880-1890), ma soprattutto con gli antichi ruderi sparsi tra le strade consolari e le ville imperiali, da Villa Adriana (due acquerelli su carta del 1928 e del 1928-1930) a Cecilia Metella del 1930-1939).
Nel 1904 è tra i fondatori del gruppo I XXV della Campagna romana, composto fra gli altri da Enrico Coleman, Giulio Aristide Sartorio, Napoleone Parisani e Vittorio Grassi. Le mete preferite di questi pittori itineranti andavano da Ponte Mammolo a Settebagni, da Due Ponti e Prima Porta a Santa Passera e all’Appia da Settecamini a Isola Sacra e alle Ville Tiburtine.

Nonostante la continua ripetizione di soggetti e luoghi, gli acquerelli di Carlandi propongono ogni volta un’armonia diversa, dovuta a visioni prospettiche e stesure cromatiche nuove, sintesi fra virtuosità del mestiere e profondo sentimento della natura.“Una larghezza di visione che fa sognare” come afferma Francesco Sapori, un’attenta osservazione e interpretazione della natura che offre sempre nuove emozioni visive.

Curatore/i
Maria Elisa Tittoni, Maria Catalano e Cinzia Virno
Catalogo
Catalano M.; Tittoni M. E.; Virno C.
2011, 80 p., ill.
Editore: Gangemi
Lingua: Italiano

Informazioni

Luogo
Museo di Roma, Museo di Roma Palazzo Braschi, Sale del Piano Terra
Orario

Martedì-domenica 10.00-20.00
La biglietteria chiude un'ora prima
Giorni chiusura: Lunedì
Dal 25 giugno al 3 settembre 2011
Apertura notturna il sabato dalle ore 20 all'1 (ultimo ingresso ore 24)

Biglietto d'ingresso

Biglietto integrato mostra + museo € 9,00 intero; € 7,00 ridotto
Biglietto integrato mostra + museo per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 8,00 intero; € 6,00 ridotto

Biglietto cumulativo Museo di Roma + Barracco (con supplemento mostra) dal 26 luglio fino al 2 ottobre
intero € 11,50
ridotto € 9,50
intero € 10,50 cittadini residenti nel Comune di Roma
ridotto € 8,50 cittadini residenti nel Comune di Roma

Informazioni

060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00

Organizzazione

Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale

Con la collaborazione di

Zètema Progetto Cultura Srl (servizi museali)

Con il contributo di: Banche Tesoriere di Roma Capitale: BNL, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Il Gioco del Lotto, Vodafone

Con il contributo tecnico di

La Repubblica, Atac

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