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02 - 12/02/2013

Yorick Festival - Yorick l'incantatore

Presso il cortile del museo
Tipologia: Teatro

Quest’anno al carnevale Romano ci sarà lo Yorick Festival - dedicato a Yorick, il buffone dell’Amleto - con cui il Direttore artistico Leonardo Petrillo ha voluto rendere omaggio a quel “pizzico di follia”, tipico del Carnevale, senza il quale sarebbe imprudente affrontare la vita.

Altro merito del Carnevale Romano è quello di aver riportato a Piazza Navona, proprio dove è stata rappresentata sino a metà del XVIII secolo, la “commedia dell’arte”, un patrimonio storico, artistico e culturale italiano, riconosciuto a livello mondiale.

Inoltre, quest’anno ci sarà lo Yorick Festival - dedicato a Yorick, il buffone dell’Amleto - con cui il Direttore artistico Leonardo Petrillo ha voluto rendere omaggio a quel “pizzico di follia”, tipico del Carnevale, senza il quale sarebbe imprudente affrontare la vita e che ci aiuta a meditare sulla vanità del mondo, come ci insegna Shakespeare, privilegiando un linguaggio fatto di improvvisazione, energia, invenzione, ribaltamento dei ruoli, fino a sfociare nel labile confine che separa i grandi personaggi con il disagio psichico dell’uomo contemporaneo. Il Festival è gemellato con i più prestigiosi festival teatrali d’Europa. Sono ospitati nei Musei Civici spettacoli provenienti dal Fringe Festival di Edimburgo (The Madness of King Lear), da Le Mois Molière di Versailles (La follie d'Isabelle), dal Festival Avignone Off (Essere o non essere). Ha dato la sua adesione anche il Festival COS di Reus, Festival Internacional de Moviment I Teatre Gestual.

Rientrano nello Yorick Festival anche alcuni spettacoli italiani selezionati in base al bando pubblico “Roma in scena - Carnevale”, che prevede progetti di animazione culturale e spettacoli dal vivo nei musei e altri spazi culturali dal 2 al 12 febbraio 2013, aventi come tema “la follia” che caratterizza personaggi di grandi autori come Shakespeare, Cervantes, Ariosto, Erasmo da Rotterdam, Pirandello, nonché dei nuovi drammaturghi.

Note di regia

Da quando la poca saggezza dei buffoni è stata messa a tacere, quel poco di pazzia che i saggi hanno s’impone fin troppo apertamente.  (W. Shakespeare) 

Stiamo vivendo tempi paradossali. Ci chiedono di essere solidali è competitivi. Siamo confusi, disorientati, pieni di dubbi, incertezze, più attenti alle emozioni, meno razionali.

E’ il momento di rivalutare quel “pizzico di follia” senza il quale sarebbe imprudente affrontare la vita, che ci aiuta a meditare sulla vanità del mondo, come ci insegna Shakespeare. E’ il momento di dedicare a Yorick, il buffone dell’Amleto uno spettacolo. Yorick è un personaggio che non vive sulla scena, è l’assente più presente di Shakespeare. E’ un omaggio forse a Christopher Marlowe il grande autore per il quale Shakespeare nutriva un debito stilistico enorme, anche se tra i due non correva troppa simpatia, o forse, ad un attore, magari un capocomico, che suscitò nel giovane William l’amore per il teatro. Non lo sapremo mai con certezza. Di sicuro Shakespeare ammirava la figura del buffone. Yorick è un pazzo scatenato che ci fa meditare sulla vanità del mondo e Shakespeare é  il suo “doppio”.

Lo spettacolo è suddiviso in due atti, indipendenti l'uno dall'altro ma drammaturgicamente concatenati: il primo dedicato al grande buffone, il secondo alla Commedia dell’arte e all’Opera lirica, ma sono due facce della stessa medaglia, perché quando un giullare sale su un palco di teatro, diventa un “folle meticcio”, un incrocio straordinario tra il buffone, il menestrello ed il comico, come i fool di Shakespeare, come le maschere della commedia dell’arte!

Sono passati quattro secoli dal 1713, anno in cui è ambientato lo spettacolo. Allora come oggi  molti teatri chiudono, le corti cominciano a non ospitare più gli attori, a non finanziarli. Gli artisti sono costretti a migrare. Un giullare “allontanato” dalla corte, entra in una delle tante compagnie di comici dell’arte che girano l’Italia. La sua abilità gli consente di diventare “drammaturgo” e di scrivere uno spettacolo dedicato a Yorick, un “prequel” dell’Amleto, in cui Yorick, ancora in vita, “difende” Amleto bambino dagli eccessi dei genitori: l’ affettività della Regina madre che rischia di trasformarlo in un novello Edipo e l’autorità  del Re padre-padrone che mina il già fragile carattere del principe. Durante il carnevale, la compagnia, mette in scena lo “Yorick”, ma il capocomico, contesta all’attore-drammaturgo di aver creato uno spettacolo non adatto al pubblico, é solo un personale riscatto, una vendetta nei confronti del potere che lo ha “licenziato”, un testo colto, “cerebrale” : Il giullare è “incappato” nel solito vizio dei buffoni: mischiare arte e vita! Così lo spettacolo riprende, al pubblico di quel carnevale del 1713 viene proposto, nel secondo atto, un canovaccio “rodato” una storia in cui si può riconoscere: la cantata dei pastori  dell’abate Andrea Perrucci. Perrucci é un gesuita: drammaturgo, librettista autore e studioso della commedia dell'arte.

La cantata dei pastori, messa in scena a carnevale, può sembrare una contraddizione. La nascita di Gesù, è un momento eletto, soprannaturale che riguarda la nostra natura superiore mentre il carnevale è il momento della trasgressione, quando emerge la nostra natura oscura, inferiore. Due mondi opposti, il bene ed il male. Ma la natura umana è fatta di chiaro-scuri, ed il teatro fatto di contrasti, cosa c’è di meglio del mescolare natività e carnevale, alto e basso? Nella cantata non ci sono i grandi eroi di Shakespeare, ma poveri diavoli mascherati da comici, ciascuno con un suo dialetto. Personaggi della tradizione e Santi. Attraverso il linguaggio meta teatrale dei comici dell’arte, si viene a creare un’opera popolare cantata in cui si mescolano insieme alla gloriosa commedia dell’Arte, la danza, l’opera Seria-Buffa e Giocosa  re-inventata. Una “favola” in cui gli attori–cantanti –musicisti, sono cantastorie giocosi e al tempo stesso interpreti drammatici  e passionali di  questo spettacolo che, con un pizzico di follia, mette insieme, anche a scopo didattico e divulgativo la Commedia dell’arte e l’Opera lirica due grandissime Arti che da sempre distinguono la cultura italiana nel mondo.

Informazioni

Luogo
Museo di Roma, Presso il cortile del museo
Orario

2 e 3 febbraio 2013 ore 11.00 e 16.00
4 e 5 febbraio 2013 ore 16.00
6 febbraio RIPOSO
7 e 8 febbraio 2013 ore 16.00
9 e 10 febbraio 2013 ore 11.00 e 16.00
11 e 12 febbraio 2013 ore 16.00

Durata dello spettacolo 1 ora

Biglietto d'ingresso

Gratuito fino ad esaurimento posti disponibili. Lo spettacolo si svolge nel cortile di Palazzo Braschi. Per visitare il Museo di Roma è necessario acquistare, eventualmente, il biglietto di ingresso al museo secondo tariffazione vigente.

Gratuito
Informazioni

060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00

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