Come si costruisce un museo accessibile? Il Museo dei popoli italici di Veroli

Sala Tenerani
Conferenza nell’ambito di Roma Racconta…Con Elisabetta Scungio, Alessandra Gobbi, Ministero della cultura, Direzione regionale Musei nazionali Lazio
Il Museo archeologico nazionale dei popoli italici “Amedeo Maiuri” di Veroli, ospitato a Palazzo Marchesi Campanari e istituito dal Ministero della Cultura nella primavera del 2024, sta affrontando una progressiva trasformazione per diventare un istituto ancora più accessibile, inclusivo e narrativo grazie anche ai finanziamenti europei previsti dal PNRR. Il progetto, sostenuto dalla Direzione generale Musei e dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio, in collaborazione con il Comune di Veroli e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per Frosinone e Latina, mira a restituire alla comunità un luogo simbolico della storia locale, trasformandolo in un polo di conoscenza e inclusione.
Costruito nel Cinquecento dalla famiglia Campanari e ristrutturato nel corso dei secoli, il palazzo ospita una collezione che racconta la storia delle genti del Lazio meridionale pre-romano, attraverso reperti archeologici inediti, ricostruzioni e narrazioni digitali.
Il progetto museale prevede un percorso espositivo che abbraccia i principi dell’accessibilità universale, con attenzione alla dimensione fisica, culturale e gestionale. La dimensione fisica include il superamento di barriere architettoniche, la creazione di aree di sosta e servizi adeguati; quella culturale prevede l’uso di linguaggi visivi, chiari e facili da leggere, affiancati da pannelli narrativi e strumenti interattivi; infine, la gestione dell’accessibilità comprende manutenzione continua, monitoraggio e formazione del personale.
Il Museo “Amedeo Maiuri” è stato inoltre scelto come modello di riferimento per la fruizione inclusiva del patrimonio culturale nell’ambito del progetto PNRR Allestimenti per comunicare l’accessibilità, che mira a creare nuovi allestimenti immersivi che rendono la visita un’esperienza multisensoriale e partecipata. Tra le azioni previste, l’allestimento di tre sale specifiche con esperienze tattili, olfattive e interattive e una segnaletica inclusiva che connetta il museo al centro urbano e agli altri luoghi culturali della città. Il Museo si propone così come un modello di buone pratiche per l’accessibilità museale, un esempio replicabile che coniuga ricerca, valorizzazione urbana, creatività e tecnologia per creare un museo “per tutti” e “di tutti”.
Alessandra Gobbi, dopo il dottorato di ricerca conseguito presso l'Università degli Studi di Pavia e un assegno post-doc presso l'Università degli Studi di Sassari, dal 2014 al 2017 è stata curatore archeologo presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Nel 2017 è entrata nel Ministero della Cultura come funzionario archeologo in servizio presso la Direzione generale Musei, dove si occupa di prestiti internazionali, recuperi di beni archeologici da sequestri, progetti di valorizzazione presso musei e sedi istituzionali dello Stato. Dal 2021 al 2024 è stata direttore del Parco archeologico di Veio e da settembre 2024 dirige il Museo archeologico nazionale dei popoli italici "Amedeo Maiuri" di Veroli (FR), curando il progetto scientifico di allestimento e le iniziative di accessibilità integrata del Museo.
Elisabetta Scungio è dirigente tecnico del Ministero della cultura dal maggio 2024; attualmente riveste l’incarico di direttore della Direzione regionale Musei nazionali Lazio.
Nel Ministero della Cultura dal 2017, ha prestato servizio come funzionario storico dell’arte prima presso il Segretariato generale, poi alla Direzione generale Musei, occupandosi per lo più di attività internazionali e di progetti di valorizzazione.
È stata docente di Storia dell'arte medievale all'Università degli studi di Macerata e alla Scuola di Alta Formazione dell'Opificio delle Pietre Dure, nonché assegnista di ricerca e cultrice della materia presso Sapienza Università di Roma, dove si è formata conseguendo laurea, diploma di specializzazione e dottorato di ricerca. Ha collaborato per più di dieci anni con i Musei Vaticani in qualità di operatrice didattica.
Informazioni
Giovedì 23 aprile 2026
ore 16.30
La partecipazione alla conferenza in presenza è libera fino a esaurimento dei posti disponibili.
È consigliata comunque la prenotazione allo 060608, entro le ore 19.00 del giorno antecedente la conferenza. In caso di disponibilità le persone possono aggiungersi anche il giorno stesso sul posto.
I prenotati sono invitati a presentarsi entro le ore 16.15. Non è garantito l’accesso alla conferenza a coloro che arriveranno dopo le 16.30.
L’ingresso è gratuito ed è possibile solo dopo aver ricevuto da parte dell’accoglienza un bollino o un badge identificativo.
Si specifica che l’ingresso è gratuito solo nell’area prevista per la conferenza. Il museo e le mostre potranno essere visitati previa esibizione del biglietto di ingresso secondo tariffazione vigente.
Tel 060608 attivo tutti i giorni 9.00-19.00
Massimo 60 partecipanti
Modalità di annullamento per i prenotati
In caso di impossibilità a partecipare all’attività prenotata, è necessario comunicare la disdetta tramite email al seguente indirizzo: disdetta.visite@060608.it (dal lun.al giov. ore 8.30 – 17.00/ ven. ore 8.30 – 13.30). In alternativa, è necessario chiamare il Contact Center 060608 (attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00)
Organizzazione: Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura






































