Appunti per un’archeologia del futuro - la seconda mostra della sezione PAESAGGIO di QUOTIDIANA

Quadriennale e Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
presentano Appunti per un’archeologia del futuro la mostra di Alessandro Biggio e Antonio Fiorentino
la seconda mostra della sezione PAESAGGIO di QUOTIDIANA
Programma espositivo sull’arte italiana contemporanea

QUOTIDIANA

Dal 19 novembre 2022 al 12 gennaio 2023 apre al pubblico al Museo di Roma a Palazzo Braschi la mostra di Alessandro Biggio e Antonio Fiorentino nell’ambito di QUOTIDIANA, il programma espositivo sull’arte italiana contemporanea promosso dalla Quadriennale di Roma e da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Nella sezione PAESAGGIO, Appunti per un’archeologia del futuro trae origine da una riflessione della curatrice Alessandra Troncone su una tendenza particolare della scultura italiana del XXI secolo: alcune opere assumono forme assimilabili a quelle di reperti archeologici i cui connotati, invece che riferirsi ad un passato noto, sembrano proiettare verso un possibile futuro incerto. Il sentimento che lega diversi artisti ad una idea di “fine del futuro”, consapevolmente o inconsapevolmente espressa nei loro progetti, è qualcosa di profondamente radicato nella società attuale e nel suo profondo sentimento di precarietà.
La ricerca artistica di Alessandro Biggio e Antonio Fiorentino considerata dal saggio critico della curatrice, si concentra sui processi di trasformazione della materia e dei significati culturali attraverso il tempo.
Alessandro Biggio presenta Cámua (2021), una scultura originata dal calco dell’interno di un tronco marcito, attorno al quale è intrecciato un cordino lavato in un impasto di acqua e cenere, qui utilizzato come materiale simbolico legato allo sgretolarsi del corpo. L’opera diviene un luogo in cui la conoscenza dei tempi e dei ritmi della natura si incrocia con quella delle tradizioni culturali, come la tecnica di intreccio della cordula, utilizzata per realizzare la scultura. Nell’opera Hermetica Hesperimenta (2019) di Antonio Fiorentino, qui esposta, una scaffalatura da deposito archeologico espone una serie di opere non finite dell’artista, quasi fossero anch’esse dei reperti, mentre i cumuli di detriti sul pavimento rimandano ad oggetti ormai distrutti e di cui si è ormai persa la memoria.

Alessandro Biggio (1974), vive e lavora tra Cagliari e Calasetta. Nella sua pratica, fortemente radicata nei luoghi/geografie in cui lavora, riveste un ruolo fondamentale la sperimentazione con diversi materiali sia naturali che artificiali, in particolare la cenere, l’argilla, il poliuretano. Le sculture, i disegni e le installazioni, sono l’esito di lunghi processi nei quali forma e disfacimento coesistono in un delicato equilibrio.

Antonio Fiorentino (Barletta, 1987) vive e lavora a Milano. Ha ricevuto premi per artisti emergenti, tra cui il New York Prize XVI. Le istituzioni nazionali e internazionali dove ha esposto sono: TRIENNALE Milano (2022); IIC New York (2018);  MUSAC, Leon, (2018); MUHNAC, Lisbona, (2017); HANGAR, Lisbona, (2017); ISCP, New York, (2017); Istituto Svizzero, Roma, (2017); La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma, (2016); HIAP, Helsinki, (2016); Kunst Meran, Merano (2015); Centro di Arte Contemporanea Villa Arson, Nizza, (2014); American Academy, Roma, (2013); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, (2012).