Glossario
Taglio
Superficie presentata dai fogli di un volume chiuso (taglio superiore o di testa, taglio davanti o concavo, taglio inferiore o di piede). Può essere colorato (con un'unica tinta), dipinto (se decorato con motivi figurativi a uno o più colori), dorato (con l'applicazione di una foglia d'oro), goffrato (inciso a caldo con effetto a rilievo), inciso (intagliato a freddo), marmorizzato (colore disposto a chiazze o a venature), spruzzato (colore a piccole macchie), ecc.
Tiratura
Corrisponde al numero di esemplari stampati insieme. Nella grafica moderna gli esemplari di ogni tiratura vengono contassegnati da una doppia numerazione, con il numero d'ordine del singolo esemplare e il totale di copie tirate.
Torchio
Macchina da stampa utilizzata per l'impressione delle matrici.
Può essere calcografico per la stampa delle incisioni in cavo, tipografico per la stampa delle incisioni in rilievo o litografico per la stampa da matrici ottenute con tecniche litografiche.
<strong>Torchio calcografico</strong>:
E' costituito da un rullo che esercita una forte pressione sul foglio da stampare posto a contatto con la lastra inchiostrata. Tale pressione spinge la carta dentro i solchi inchiostrati della lastra facendo in modo che l'inchiostro si trasferisca sul foglio.
<strong>Torchio tipografico</strong>:
I primi torchi, in uso dal XV secolo e utilizzati dalla comparsa dela stampa a caratteri mobili, erano sostanzialmente una pressa. Erano costituiti da un tronco a vite senza fine comandato da un volano e due piastre, una inferiore dove si appoggiava la composizione tipografica o la matrice silografica, e una superiore mobile che, attraverso l'azione della vite, esercitava la pressione necessaria alla stampa. Per azionare il torchio servivano due operai, uno per inchiostrare la forma con i "mazzi", e uno per preparare il foglio, esercitare la pressione attraverso l'azione della vite e togliere poi il foglio stampato. I primi torchi erano tutti di legno, in seguito, poichè il piano su cui si appoggiava la forma si logorava rapidamente, esso venne sostituito con una lastra di granito o di marmo. Con i primi torchi si riuscivano a stampare 500 copie in 12 ore. Nel corso de XVI secolo esso subì delle modifiche e dei perfezionamenti, tanto che gli operai riuscivano a tirare un foglio ogni venti secondi. La struttura del torchio rimase quasi inalterata fino alla fine del XVIII secolo. Oggi si usa il torchio pianocilindrico che è costituito da un piano di stampa metallico sopra cui scorre un cilindro rivestito di gomma su cui si aggancia il foglio.
Torchio litografico: La pietra o la lamina di zinco, su cui viene esercitata la pressione del foglio, sono montati su un piano scorrevole. La tecnica litografica ha sostituito in parte le più laboriose e costose operazioni di stampa calcografica.
Può essere calcografico per la stampa delle incisioni in cavo, tipografico per la stampa delle incisioni in rilievo o litografico per la stampa da matrici ottenute con tecniche litografiche.
<strong>Torchio calcografico</strong>:
E' costituito da un rullo che esercita una forte pressione sul foglio da stampare posto a contatto con la lastra inchiostrata. Tale pressione spinge la carta dentro i solchi inchiostrati della lastra facendo in modo che l'inchiostro si trasferisca sul foglio.
<strong>Torchio tipografico</strong>:
I primi torchi, in uso dal XV secolo e utilizzati dalla comparsa dela stampa a caratteri mobili, erano sostanzialmente una pressa. Erano costituiti da un tronco a vite senza fine comandato da un volano e due piastre, una inferiore dove si appoggiava la composizione tipografica o la matrice silografica, e una superiore mobile che, attraverso l'azione della vite, esercitava la pressione necessaria alla stampa. Per azionare il torchio servivano due operai, uno per inchiostrare la forma con i "mazzi", e uno per preparare il foglio, esercitare la pressione attraverso l'azione della vite e togliere poi il foglio stampato. I primi torchi erano tutti di legno, in seguito, poichè il piano su cui si appoggiava la forma si logorava rapidamente, esso venne sostituito con una lastra di granito o di marmo. Con i primi torchi si riuscivano a stampare 500 copie in 12 ore. Nel corso de XVI secolo esso subì delle modifiche e dei perfezionamenti, tanto che gli operai riuscivano a tirare un foglio ogni venti secondi. La struttura del torchio rimase quasi inalterata fino alla fine del XVIII secolo. Oggi si usa il torchio pianocilindrico che è costituito da un piano di stampa metallico sopra cui scorre un cilindro rivestito di gomma su cui si aggancia il foglio.
Torchio litografico: La pietra o la lamina di zinco, su cui viene esercitata la pressione del foglio, sono montati su un piano scorrevole. La tecnica litografica ha sostituito in parte le più laboriose e costose operazioni di stampa calcografica.
torna al menu di accesso facilitato.





