Glossario
Gelatina bromuro d'argento
L'uso della lastra al bromuro d'argento - detta anche lastra secca per differenziarla dal collodio umido - venne introdotto intorno al 1880. Il negativo veniva ottenuto stendendo sulla lastra di vetro uno strato di gelatina contenente un sale dell'argento - il bromuro d'argento - mescolanza che formava una vera e propria emulsione fotografica, simile a quella utilizzata nelle pellicole moderne. Le lastre così preparate potevano essere conservate fino al momento dell'uso. Grazie alla maggiore sensibilità delle sostanze chimiche utilizzate vennero superate le difficoltà operative della ripresa fotografica; la maggiore semplicità, la nitidezza dei particolari e l'istantaneità resero la fotografia un'impresa accessibile anche ai non professionisti soprattutto quando, nel nuovo secolo, avvenne il passaggio dal supporto di vetro a quello di celluloide per il negativo.
Contemporaneamente alla nascita delle lastre ad emulsione, si diffusero carte da stampa a sviluppo in cui l'immagine si formava non più attraverso ore di esposizione alla luce, ma mediante sviluppo chimico, dopo una breve esposizione. L'uso di queste carte permise di tirare molte copie e di e effettuare ingrandimenti, dato che la stampa non era più a contatto.
Contemporaneamente alla nascita delle lastre ad emulsione, si diffusero carte da stampa a sviluppo in cui l'immagine si formava non più attraverso ore di esposizione alla luce, ma mediante sviluppo chimico, dopo una breve esposizione. L'uso di queste carte permise di tirare molte copie e di e effettuare ingrandimenti, dato che la stampa non era più a contatto.
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