Museo di Roma

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Benvenuti a Roma In mezzo scorre il fiume La festa in piazza Trasformazioni politiche e nuova società I volti e le storie Roma si trasforma: frammenti dalla città sparita

Come muoversi nel Museo

La visita del Museo di Roma si articola su due livelli espositivi, corrispondenti al secondo e al terzo piano dell’edificio, organizzati secondo un criterio generale tematico, in grado di esprimere meglio e con maggiore appeal la ricchezza della collezione in termini di documentazione della storia e dell’immagine di Roma moderna.

Piuttosto che l’esposizione di tutte le tipologie di oggetti presenti in catalogo, è sembrato importante riuscire a trasmettere la nozione della loro esistenza e il valore documentario che tali oggetti rivestono ai fini del racconto della città.

Per questo motivo si è reso indispensabile l’utilizzo di supporti multimediali, non soltanto per quanto attiene ai materiali più delicati e di difficile esposizione (stampe, fotografie) ma anche e soprattutto in funzione narrativa ed evocativa dei temi e dei contenuti trattati nelle sale.

La prima sala (n.1 in pianta) è pensata come un crocevia dei temi e dei diversi racconti che vengono sviluppati lungo il percorso espositivo.

Una prima scelta offerta al visitatore riguarda la direzione da prendere: si può andare verso destra (Sale 1 – 9) oppure entrare nelle stanze del cosiddetto appartamento Braschi a sinistra (Sale 10 – 15) che fu abitato da Luigi Braschi e dalla moglie Costanza Falconieri all’inizio dell’Ottocento.

Anche salendo al terzo piano, dove prosegue la visita, si può intraprendere il percorso entrando nelle sale a destra (Sale 16-19) oppure dirigersi a sinistra dell’ambiente di accesso al piano, per raggiungere la sala 20 dove è allestito un filmato sulla storia del Museo di Roma.

In questo modo l’allestimento museale intende rispettare l’originaria destinazione d’uso degli ambienti del palazzo, rafforzando peraltro il legame tra struttura ospitante e collezione esposta. Infatti le stanze che affacciano a ovest e a nord (cioè a destra della prima sala) costituivano la parte ‘pubblica’ della dimora dei Braschi ed erano utilizzate per esporre gran parte delle opere d’arte della collezione di famiglia e per i grandi ricevimenti di gala. Le stanze esposte a sud ovest e a sud (cioè a sinistra) formavano l’appartamento ‘privato’ dei coniugi che qui abitarono, dapprima al terzo piano e in seguito (1810-1816) al secondo.

Di conseguenza, i temi e le opere presenti nelle sale sulla sinistra hanno un carattere più intimo e raccolto, mentre a destra il racconto verte sugli aspetti pubblici e ufficiali della storia di Roma, a partire dalla sua immagine nel tempo e attraverso i grandi avvenimenti che hanno caratterizzato il passaggio all’età moderna.

I volti e le storie

Piano II - Sala 11 "I volti e le Storie. Ritratto di governo" © Mimmo Frassineti

(sale 10 – 11 – 12 – 13 – 14 – 15)

La galleria di ritratti ospitata negli ambienti del cosiddetto appartamento Braschi, al secondo piano, racconta tante vicende individuali, tasselli di un grande puzzle sulla società romana tra Seicento e Ottocento, in cui agivano consuetudini e pregiudizi, passioni e sentimenti.

Sopravvissuti attraverso i secoli, scampati alle mutazioni della storia, i ritratti dei protagonisti del passato fanno riemergere i volti di donne e uomini realmente vissuti in questa città. Gli abiti e i simboli descritti fedelmente nei dipinti e nelle sculture ci guidano a identificare il ruolo sociale e culturale che i personaggi hanno voluto ostentare. Le fisionomie, gli sguardi e i gesti, benché riflettano convenzioni e idealizzazioni, rivelano l’identità dei singoli, alludono alla loro umanità e alle loro storie private.

Il nuovo allestimento museale esalta la peculiarità di questo nucleo di collezione, caratterizzato da numerosi busti marmorei e in terracotta, oltre che da quadri di ritratto.

Le superfici specchiate degli arredi - cifra stilistica che connota il nuovo allestimento - accrescono il fascino e l’imperturbabilità di queste presenze, all’interno degli ambienti decorati dell’appartamento Braschi. 

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